Passatempo creativo
Gyotaku
Un pesce, dell’inchiostro e un foglio di carta. Nessun punteggio: solo un’impronta da portarsi via.
Quattro passi: scegli, inchiostra, premi, solleva. M suono · F schermo intero. L’immagine si salva sul tuo dispositivo e non viene inviata a nessuno.
Come funziona
Questo non è un gioco con un risultato: è un banco da stampa. Davanti hai una tavola di legno con un pesce appoggiato sopra; in basso, i pulsanti del passo in cui ti trovi. Si procede così.
- Scegli il pesce. Ce ne sono sei: orata, sgombro, sogliola, triglia, carpa e polpo. Tocca una sagoma per vederla sul banco, poi «Prendi il pennello».
- Stendi l’inchiostro. Passa il dito sul pesce come fosse un pennello. Dove ripassi, il colore si fa più pieno. Puoi cambiare tinta a metà: nero sumi, indaco, verde pino, terra bruciata. Se non ti convince, «Lava il pesce» e ricominci.
- Premi la carta. Con «Stendi la carta» un foglio scende a coprire tutto. Strofinalo con il dito: dove premi, l’inchiostro passa nella carta e vedi l’impronta affiorare. Dove non premi, resta bianco.
- Solleva. Il foglio si gira e mostra la stampa. È speculare rispetto al pesce, come ogni impronta: se la testa era a sinistra, ora guarda a destra.
A stampa finita, tocca il foglio nel punto in cui vuoi il sigillo rosso; puoi spostarlo toccando altrove. «Salva immagine» scarica un file PNG sul tuo dispositivo, «Nuova stampa» pulisce il banco.
Perché ogni stampa viene diversa
L’impronta non è un disegno del pesce: è il risultato di quello che hai fatto. Conta quanto inchiostro hai steso e in quali punti, quali zone hai strofinato e quali hai saltato. In più la carta ha una sua grana, che lascia piccoli vuoti dove il colore non attacca, proprio come succede su un foglio vero.
Le squame, i raggi delle pinne e la linea delle branchie restano più chiari, perché sono i punti in cui la pelle del pesce fa rilievo e l’inchiostro si deposita meno. L’occhio, invece, viene dipinto alla fine: nel gyotaku tradizionale è il solo dettaglio che si aggiunge a mano, a stampa asciutta.
Comandi
| Azione | Telefono | Mouse | Tastiera |
|---|---|---|---|
| Stendere l’inchiostro | Trascina il dito sul pesce | Tieni premuto e trascina | Frecce per muovere il cerchio rosso, Spazio tenuto premuto |
| Strofinare la carta | Trascina il dito sul foglio | Tieni premuto e trascina | Frecce con Spazio tenuto premuto |
| Mettere il sigillo | Tocca la stampa | Clic sulla stampa | Frecce, poi Spazio |
| Cambiare passo o colore | Pulsanti in basso | Pulsanti in basso | Tab e Invio |
Con la tastiera, Maiusc rallenta il cerchio per i dettagli. Su un telefono in orizzontale i pulsanti si spostano a destra, così il foglio resta grande.
Idee per una stampa migliore
- Non coprire tutto allo stesso modo. Una passata sola sul ventre e tre sul dorso danno al pesce un volume che il nero pieno non ha.
- Prova due tinte: indaco sul corpo e nero su testa e coda, oppure terra bruciata per la triglia.
- Lascia asciutta una pinna, o strofina meno la coda: i vuoti fanno parte del gyotaku quanto i pieni.
- Il polpo vuole pazienza: segui ogni tentacolo fino alla punta, sia con l’inchiostro sia con la carta.
- Il sigillo sta bene in basso, dal lato verso cui guarda il pesce, con un po’ di margine dal bordo.
Com’è fatto


Che cosa resta salvato
Niente. Gyotaku non ha record e non scrive nulla nel browser. La stampa esiste solo sullo schermo finché non tocchi «Salva immagine»; a quel punto diventa un file sul tuo dispositivo, creato dal browser stesso, senza passare da alcun server.
Se vuoi sapere com’è nata questa abitudine e come si fa con un pesce vero, c’è la nota Gyotaku, il pesce che si stampa.